Eccovi la nostra nuovissima cabina di decontaminazione!!!

Dopo lunga fase di progettazione e realizzazione, recentemente abbiamo ricevuto il permesso da parte dell’Ufficio per la natura e ambiente del cantone dei Grigioni di mettere in servizio la nostra nuovissima cabina di decontaminazione ad altissima pressione.

Eccovi dunque le prime immagini di decontaminazione ad altissima pressione.

Adatta anche a elementi di grandi dimensioni
02.09.14 Abnahme neue HDW-Anlage 001

Operatore in decontaminazione all’opera
02.09.14 Abnahme neue HDW-Anlage 019
Risultato parziale del trattamento
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Controllo analitico di rispetto dei valori limite da parte di un laboratorio autorizzato esterno
02.09.14 Abnahme neue HDW-Anlage 024
Fine del trattamento con autorizzazione ad immettere l’elemento decontaminato nel mercato delle materie prime
02.09.14 Abnahme neue HDW-Anlage 023

 

 

Orche spiaggiate, quali cause?

On a January day in 2002, a female orca washed up on the shore of Dungeness Spit on the Olympic Peninsula. Levels of PCBs Robe de bal sexy  in her tissues were so high that the device used to measure such things had to be recalibrated to get an accurate reading. A male accompanying her , possibly her son, was so distraught by the death of his beloved that he insisted on repeated efforts to beach himself next to the deceased. For three days under the media spotlight, volunteers gave Robe de bal longue aid and comfort to the despondent male, finally coaxing him back into the ocean. The female, it turned out, had the highest level of PCB contaminations ever found in a killer wale.

Recovering a lost river, Steven Hawley

books.google.ch

PCB cancerogeni certi per gli esseri umani. Parola di IARC

PCB cancerogeni certi per gli esseri umani. Parola di IARC

I PCB provocano il cancro negli esseri umani, quindi saranno inseriti nel Gruppo 1 della classificazione IARC (cancerogeni certi). E’ il verdetto a cui sono giunti i 26 esperti provenienti da 12 Paesi che lo scorso mese di febbraio si sono incontrati presso la IARC di Lione al fine di aggiornare le valutazioni sulla cancerogenicità dei policlorobifenili (PCB) e dei bifenili polibromurati (PBB). Queste valutazioni costituiranno il prossimo volume (n. 107) delle Monografie IARC, che sarà pubblicato presumibilmente fra 12-16 mesi.

La sigla PCB identifica una serie di composti aromatici comprendenti 209 congeneri (alcuni diossina-simili), tutti contenenti un anello bifenilico a cui sono legati da uno a dieci atomi di cloro. Composti che sono stati sintetizzati e ampiamente utilizzati a partire dagli anni Trenta del Novecento soprattutto nel comparto elettrico (come fluidi dielettrici nei trasformatori e nei condensatori) e, in minor misura, nel settore edile come componenti dei materiali da costruzione.

La produzione di PCB è stata messa al bando nella maggior parte dei Paesi nel corso degli anni Ottanta, man mano che le prove dei loro effetti tossici si accumulavano. Ma, essendo composti chimici persistenti, il blocco della produzione non ha comportato una loro scomparsa dall’ambiente. Al contrario, nel tempo sono divenuti inquinanti ambientali ubiquitari: sono stati rinvenuti persino al Polo Nord e nelle profondità oceaniche.

Da qui i rischi per la popolazione generale, esposta soprattutto attraverso il consumo di cibi. Oltre a essere persistenti, i PCB tendono infatti ad accumularsi nei tessuti biologici, in particolare nel tessuto adiposo: programmi di monitoraggio condotti a livello mondiale dimostrano la presenza di PCB nella maggior parte dei campioni di latte umano.

Una volta fatto il loro ingresso nell’organismo umano, i PCB mettono in funzione numerosi recettori, tra cui l’AhR la cui attivazione rappresenta un evento chiave nella cancerogenesi mediata dai PCB diossina-simili. Ma i diversi congeneri, in base alla loro struttura, possono compromettere anche la funzionalità del sistema immunitario e interferire con l’attività del sistema endocrino agendo come agonisti o antagonisti estrogenici. Attività che possono danneggiare il sistema riproduttivo e avere effetti tossici e cancerogeni.

Il gruppo di studio della IARC ha valutato il potenziale cancerogeno dei PCB prendendo in considerazione 70 studi epidemiologici indipendenti che forniscono dati sulla cancerogenicità di queste sostanze negli esseri umani. Ed è arrivato alla conclusione che esistono prove sufficienti per definire i PCB cancerogeni certi per gli umani.

Infatti l’associazione tra esposizione a PCB e il melanoma è stata accertata sia in studi occupazionali sia di popolazione, sia in studi di coorte, sia in studi di tipo caso-controllo, ed è emerso un chiaro rapporto dose-risposta. Sono stati riportati eccessi di rischio anche per i linfomi non Hodgkin e per il cancro della mammella; l’evidenza a favore di un’associazione tra i PCB e queste neoplasie, biologicamente plausibile, è stata definita limitata. Per quanto riguarda altri tipi di tumori, i dati erano troppo esigui per poter essere utilizzati.

In conclusione secondo la IARC tutti i PCB possono portare a:

  • formazione di specie reattive dell’ossigeno
  • effetti genotossici,
  • immunosoppressione,
  • risposta infiammatoria
  • effetti endocrini a vari livelli e tramite vie metaboliche differenti.

I PCB diossina-simili esercitano il loro effetto principalmente attraverso l’attivazione del recettore AhR ed effetti a cascata degli eventi correlati;

I PCB meno clorurati agiscono più prontamente attraverso l’attivazione metabolica e gli effetti a cascata di questi metaboliti.

Le miscele possono avere effetti più che cumulativi.

Sulla base di evidenze di cancerogenicità sufficienti negli esseri umani e negli animali da esperimento, il Working Group ha classificato i PCB come cancerogeni per gli esseri umani (Gruppo 1).

In aggiunta, i PCB diossina-simili sono stati inseriti nel Gruppo 1 anche sulla base di forti evidenze del meccanismo di carcinogenesi mediato dall’AhR, identico a quello del tetraclorodibenzoparadiossina 2,3,7,8, ed evidenze di carcinogenicità sufficienti negli animali da esperimento.

In ogni caso, la cancerogenicità dei PCB non può essere attribuita soltanto alla cancerogenicità dei PCB diossina-simili.

(a cuara della Redazione di E&P)

Fonte: Monograph IARC Working Group. Carcinogenicity of polychlorinated biphenyls and polybrominated biphenyls.The Lancet Oncology, Volume 14, Issue 4, Pages 287 – 288, April 2013. doi:10.1016/S1470-2045(13)70104-9

Das sind die zehn giftigsten Orte der Welt

Quecksilber oder Robe de bal noire  Pestizide: Umweltgifte gefährden weltweit die Gesundheit von rund 200 Millionen Menschen und sind Robe de bal blanche so tödlich wie Aids, Malaria oder Tuberkulose.

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Die zehn Orte, die am stärksten von Umweltgiften betroffen sind, liegen gemäss dem Umweltgiftreport 2013 der Schweizer Stiftung Green Cross in acht Ländern: Argentinien, Bangladesch, Ghana, Indonesien, Nigeria, Russland, Sambia und der Ukraine. So sind zum Beispiel die Bewohner im afrikanischen Niger-Delta dem Öl fast schutzlos ausgesetzt.

Die gesundheitlichen Auswirkungen der Schadstoffe sind nach Angaben von Green Cross etwa gleich gross wie die von Aids, Tuberkulose und Malaria. «Weltweit entsteht jede fünfte Krebserkrankung wegen 642-902 Umweltgiften oder Verschmutzungen», sagte Jack Caravanos vom Blacksmith Institut. Die international tätige Non-Profit-Organisation hat ebenfalls an der Studie gearbeitet.

Deutlich dramatischer ist die Situation in Entwicklungsländern. Fast ein Viertel aller Todesfälle und mehr als 80 Prozent aller Krankheiten sind dort dem Report zufolge auf Umwelteinflüsse zurückzuführen. Besonders betroffen sind demnach Kinder, die etwa im ukrainischen Tschernobyl oft schon vor der Geburt geschädigt werden.

Schwarzer Schnee

Russland ist gleich mit zwei Städten vertreten: Zwischen 1930 und 1998 wurden laut Report in Dserschinsk, einer Grossstadt etwa 400 Kilometer östlich von Moskau, rund 300’000 Tonnen Chemie-Abfälle unsachgemäss abgelagert. Bis heute seien Umweltgifte wie das Nervengas Sarin, Blei oder Phenole nachweisbar.

Die Lebenserwartung der rund 250’000 Bewohner liege zehn Jahre unter dem russischen Schnitt. Die sibirische Industriestadt Norilsk ist Green Cross zufolge durch Schwermetalle so stark verschmutzt, dass der Schnee dort schwarz ist.

«Wir müssen so schnell wie möglich handeln», sagte Stephan Robinson von Green Cross. Die richtige Entsorgung von Umweltgiften sei zwar anspruchsvoll, aber trotzdem wesentlich billiger, als die Schäden im 1Y0-A20 Nachhinein zu beseitigen. Der Kampf gegen Umweltverschmutzung sei nicht aussichtslos.

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Globale Auswirkungen

Falscher Umgang mit Schadstoffen wie Quecksilber, etwa in einer Elektromülldeponie im westafrikanischen Ghana oder im indonesischen Kalimantan, habe nämlich auch globale Auswirkungen. Das Gift gelange in die Atmosphäre: So könnte dann verseuchtes Sushi auch bei uns auf dem Teller landen, sagte Caravanos.

Schädliche Chemikalien, die einfach in die Umgebung fliessen, stellten in Gerbereien in Bangladesch die grösste Herausforderung dar. In Hazaribagh seien rund 185’000 Bewohner akut bedroht. Besonders gefährdet sind den Angaben zufolge Arbeiter, die praktisch ohne Schutz Chrom ausgesetzt sind.

«Letztendlich ist global ein enormer Geldbetrag nötig, aber auch mit kleinen Einsätzen kann eine Veränderung erzielt werden», sagte Robinson. Internationale Konventionen könnten politisch Druck auf einzelne Länder ausüben, aber auch Bürgerproteste und Einzelinitiativen könnten zu Verbesserungen führen.

Lob für Indien

Besonders positiv hervorzuheben seien die Bemühungen Indiens in den vergangenen Jahren. «Indien hat ein gewaltiges Interesse daran, die Situation zu verbessern», meinte Robinson. 2006 und 2007 fanden sich noch indische Orte auf der Liste der am meisten verschmutzten Gegenden der Welt, doch das habe sich dank starker finanzieller Unterstützung der Regierung geändert.

Umweltschadstoffe

05. November 2013 23:26; Akt: 06.11.2013 10:18

http://www.20min.ch/wissen/news/story/Das-sind-die-zehn-giftigsten-Orte-der-Welt-18127922